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Giuseppe Beltotto

TRINITAPOLI - Chi è Giuseppe Beltotto, detto Peppino? Nato a Trinitapoli nel 1941, a 20 anni, dopo il diploma di Perito Industriale, va a Milano a lavorare nel settore metalmeccanico dell’ENI. Torna in Puglia dopo due anni e diventa capo reparto nello stabilimento Pignone Sud (gruppo ENI) di Bari.

Intervista a Savino Sarcina

TRINITAPOLI - Chi è Savino Sarcina? Nato a Trinitapoli nel 1941, ha incominciato a imparare il mestiere di falegname all’età di 7 anni quando, al mattino, frequentava con grande profitto le elementari. Presa la licenza, la maestra Tedeschi tentò invano di convincere i suoi genitori a fargli continuare gli studi ma la loro condizione economica non prevedeva studenti in famiglia.

TRINITAPOLI - Chi è Francesca De Pasquale, detta Cecchina? Francesca De Pasquale è nata a Trinitapoli nel 1933. Figlia di contadini, si è sposata con Nicola Catalano, coltivatore diretto, ed ha avuto 3 figli, 6 nipoti e 1 pronipote. Ha affiancato il marito nella conduzione dei terreni di famiglia ed ha diretto e soprattutto “animato” un deposito di prodotti agricoli.

Interviste ai diversamente giovani. Per mantenere il cuore giovane Pietro di Biase ha come bussola il Vangelo e la ricerca storica

TRINITAPOLI - Chi è Pietro di Biase? Nato a Trinitapoli nel 1946, è uno storico. Si interessa di istituzioni ecclesiastiche del Mezzogiorno in età moderna.

Chi è Vincenzo Centonze? Nato a Trinitapoli nel 1946, laureato in Medicina e Chirurgia, specialista in Gastroenterologia ed in Farmacologia clinica, “Maitrise” in Pedagogia delle Scienze della Salute, già Direttore S.C. di Medicina Interna Ospedaliera, già Docente di Medicina Interna e Medicina Psicosomatica presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Consorziale Policlinico di Bari. Autore di numerosi volumi e di oltre 380 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali.

Chi è Francesco Sarcina, detto Franchino? Nato nel 1938, dopo la licenza elementare, iniziò a 11 anni ad andare in campagna dove raccoglieva le olive che rimanevano a terra per comprarsi il castagnaccio, una leccornia per i bambini del dopoguerra.

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