I Miserabili
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Sentendosi braccato da Javert, Valjean decise di fuggire con Cosette che, appena a conoscenza del piano di suo padre, si rammaricò a tal punto da cadere in una forte depressione. Il suo amore per Marius non poteva terminare all’improvviso. Perciò, una volta arrivata nel nascondiglio che Valjean aveva già predisposto, Cosette ebbe una burrascosa discussione col padre e l’accusò di egoismo totale perché la sua felicità era stata messa in secondo piano. Egli ascoltò il suo sfogo in silenzio e sapeva che Cosette non aveva tutti i torti, ma Javert era alle calcagna e doveva prendere a spese di sua figlia quella drastica decisione. 

 

Passarono giorni e Cosette sembrava ammutolita e invece stava organizzando una fuga per divenire finalmente una donna libera. Approfittò di una buia notte tempestosa per farlo. L’indomani, il padre, rendendosi conto della mancanza di sua figlia, cominciò a cercarla disperatamente, ma il primo pensiero fu di andare da Marius. “E’ da lui, ne sono certo!” rifletté fra sé e sé. Doveva essere accorto perché avrebbe potuto incontrare Javert. Valjean si appostò in un angolo di una strada poco frequentato dagli sbirri e appena vide il giovane Marius lo trascinò con forza chiedendogli subito di Cosette, ma lui era ignaro di quello che le era successo e non aspettò ad accusare Valjean di essere la causa della fuga di Cosette. Marius volle cercare Cosette per conto suo, mentre Valjean tornò al nascondiglio disperato.
 
Cosette si era stabilita a pochi chilometri dal nascondiglio di suo padre. Con sé aveva pochi viveri che le permisero solo l’affitto di un casolare dalle scarse condizioni igieniche. Subito si mise in cerca di un lavoro che avrebbe soddisfatto i suoi bisogni, ma invano perché non si era dedicata ad alcuna attività in particolare quando viveva con suo padre, che d’altronde non le aveva mai permesso di svolgerle. Così fu costretta, dopo tante ricerche vane, a divenire come sua madre Fantine una donna pubblica. Cosette era una bella donna e molti uomini volevano giacere con lei. Avrebbe attirato molte persone. Il giorno successivo si mise subito al lavoro. S’era collocata strategicamente in uno di quei viottoli di campagna dove passavano ogni giorno le carrozze degli uomini d’alto rango, in modo da essere pagata profumatamente ogni volta che sarebbe andata a letto con uno di loro. Il solo pensiero la faceva inorridire, ma non aveva altra scelta. Perciò si fece coraggio e si piazzò sul ciglio di un sentiero erboso, in attesa di qualche cliente. Prima di uscire aveva sbrigato qualche faccenda nel suo piccolo casolare e le sue gambe riuscivano a reggerla a malapena per la stanchezza. Fortunatamente, scorse in lontananza un enorme masso, così raccolse la sua forza e lo trascinò fino al punto da lei considerato “fruttuoso”. Ma delle carrozze non c’era neanche l’ombra. Si annoiava, ogni tanto pensava se il padre in quel momento la stesse cercando oppure come sarebbe stato se non avesse preso quella decisione affrettata di fuggire via per sentirsi una volta per tutte libera. Stava per avvertire i sensi di rimorso e di colpa quando una carrozza fece per girare nel sentiero dove lei era appostata. La giovane donna si sentì in bisogno di balzare in piedi per farsi notare dagli uomini all’interno della carrozza. Ma la carrozza le passò davanti e gli uomini non la degnarono di uno sguardo. Era sconfitta. Ma il giorno dopo si rifece e ottenne ottimi risultati. Benché fosse stato un uomo solo a ricevere le sue attenzioni, questi fu molto generoso e la ricompensò a dovere. Cosette era disturbata e angosciata per quello che faceva, ma ciò non le impediva di tornare sui suoi passi. Ogni giorno Cosette tornava al solito posto e grazie al suo primo cliente che le aveva fatto una buona propaganda del suo corpo, ora i clienti erano sempre di più. Ma proprio quando ne stava facendo l’abitudine senza sentirsi sporca, ecco che un giorno come un altro un uomo le chiese di essere il regalo per un suo amico abbattuto, e lei accettò in cambio di una lauta ricompensa. La carrozza impiegò due ore per accompagnarla nella dimora del misterioso uomo afflitto da chissà quale disgrazia. La porta era aperta, quando arrivò, e l’uomo era di spalle e quando si voltò per presentarsi, Cosette rimase paralizzata per lo stupore. Non v’era dubbio: quell’uomo altri non era che Marius, la sua anima gemella. E lo stesso stupore era dipinto sul volto di Marius, che fu seguito dal silenzio di entrambi, durato pochi minuti. Cosette scoppiò in lacrime e cominciò a implorare il perdono di Marius, che non esitò a stringerla fra le sue braccia. Ma l’affetto si limitò a questo, un abbraccio, perché lui non riusciva ad accettare le azioni di Cosette, il fatto che l’avessero posseduta altri uomini era un pensiero inaccettabile. Lasciò Cosette in casa e uscì senza voltarsi, anche perché quella sarebbe stata l’ultima volta che l’avrebbe rivista.
 Cosette uscì dalla dimora di Marius per dirigersi al suo casolare, ma mentre attendeva l’arrivo della carrozza venne pervasa dai pensieri di suo padre, con il quale si doveva assolutamente scusare. Fu lì che si diresse, al nascondiglio di Valjean. Appena fu lì, bussò delicatamente alla porta, come se avesse paura della reazione di suo padre. Ma la sua preoccupazione fu infondata, perché Valjean, alla vista di sua figlia, la strinse a sé portandola all’interno del piccolo e silenzioso nascondiglio. Non volle sapere cosa avesse fatto Cosette in quei mesi di assenza. L’importante era che si trovava di nuovo lì, con lui. Continuarono a collaborare reciprocamente: Cosette, aiutando suo padre a evadere dall’irreprensibile ispettore Javert e lui aiutando sua figlia a evadere dalla triste realtà dell’amore.
 

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