Libriamo 2010

L’autore di “Riportando tutto a casa” è stato ospite di LibriAmo alla libreria Punto Einaudi

Nicola LagioiaConsueto bagno di folla per LibriAmo, che anche nella libreria Punto Einaudi di Barletta ha richiamato tantissime persone. Mattatore di questa penultima tappa – la rassegna itinerante chiuderà i battenti domani a Lecce – è stato Nicola Lagioia, Premio Viareggio 2010, che ha presentato il suo Riportando tutti a casa (Einaudi), rispondendo alle domande di Antonietta D’Introno, responsabile del centro culturale Globeglotter. Un intervento, quello dello scrittore barese, in piena sintonia con lo scopo della manifestazione ospitante, giunta ormai alla decima edizione: avvicinare la gente alla lettura attraverso la valorizzazione dei giovani autori pugliesi.

Proprio partendo da questo presupposto, Lagioia ha affrontato il tema della penuria di lettori in Italia. “È vero – ha sottolineato – che nel nostro paese gli scrittori sono più dei lettori, ma bisogna intendersi sul significato del termine scrittore. La letteratura è fatta di linguaggio, una cosa che tutti hanno e che porta molti individui a considerarsi scrittori per il solo fatto di scrivere qualcosa. Ritengo che gli italiani siano un popolo storicamente poco abituato a leggere, nel quale tuttavia sopravvive una élite di lettori forti, quasi incalliti, che si rigenera di generazione in generazione. Il problema è l’incapacità di incrementare la fascia di lettori medi, anche a causa di una classe dirigente che non offre garanzie sotto il profilo culturale”. Per quanto riguarda Riportando tutti a casa, ecco come l’autore ha spiegato il motivo del titolo: “È un titolo rubato a una canzone di Bob Dylan, in seguito ripreso pure da un album dei Modena City Ramblers. Credo che rispecchi il tentativo di scendere a patti con la mia adolescenza barese, visto che la storia è ambientata nella Bari degli anni Ottanta, sebbene non si tratti di un’opera autobiografica. Inoltre mi piaceva l’idea di usare il gerundio, che sintetizza il senso del divenire insito nel romanzo”. Passando al linguaggio immaginifico e ricco di metafore che lo caratterizza, Lagioia ha precisato: “Malgrado io abbia gusti piuttosto eclettici in fatto di stile, i miei favori vanno alla scrittura massimalista. Può darsi che ciò renda il libro un tantino ostico, soprattutto nella prima parte, ma per me conta la qualità. Preferisco sentirmi dire che il mio libro è difficile, piuttosto che brutto. In quel caso sì che dovrei preoccuparmi”. L’ultima parte dell’incontro è stata dedicata alle curiosità dei lettori, che hanno mostrato notevole interesse per le tematiche affrontate nel testo. Anche durante l’appuntamento barlettano, infine, Globeglotter ha distribuito ai presenti l’instant book comprendente i finali di tre noti romanzi (Madame Bovary di Gustave Flaubert, Il barone rampante di Italo Calvino e I nani di Mantova di Gianni Rodari) riscritti dai partecipanti al concorso Rifiniscila.

 

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