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Margherita di Savoia, come la vicina Trinitapoli, avrà a breve un nuovo centro di raccolta comunale dei rifiuti che sarà inaugurato il 6 maggio prossimo in Zona Torretta (leggindr). L’impianto sarà dotato, secondo le nuove linee guida ambientali europee, di un software che consentirà la pesatura e la tracciabilità del rifiuto.

Si tratta di una struttura fortemente innovativa, che comprende anche un’area destinata ad accogliere beni e oggetti ancora usabili e che pertanto possono essere messi a disposizione a costo zero di persone che ne hanno bisogno, limitando in questo modo la produzione di rifiuti. Al di là della grande opportunità che avranno i cittadini del nostro territorio di smaltire e differenziare liberamente una marea di rifiuti, senza dover attendere i giorni prefissati per ogni frazione, bisognerebbe affrontare con molta serietà il grande problema di come diminuirne, appunto, la produzione e lo spreco. Tantissime sono le iniziative Zero Spreco che aziende, nazioni e associazioni stanno intraprendendo per salvaguardare il nostro pianeta. Però, prima che i prodotti e che i nostri oggetti inutilizzati arrivino alle centrali di smaltimento, c’è molto altro che si potrebbe fare.

In Europa, alcuni Paesi si stanno già muovendo a livello normativo per limitare lo spreco di cibo, come, ad esempio, in Spagna e in Francia.

Infarri, in Spagna è stata introdotta una nuova legge che obbliga a portare a casa il cibo avanzato al ristorante per evitare gli sprechi alimentari; inoltre, le aziende sono costrette a trasformare frutta e verdura, non più vendibili, in succhi o marmellate.

In Francia invece è stata introdotta una nuova normativa per i ristoranti che servono almeno 180 pasti al giorno: i clienti sono autorizzati a chiedere la “doggy bag”, il sacchetto per i cani, per portare a casa il cibo non consumato.

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Oltre al cibo ci sono molte altre cose che gettiamo ma che possono essere recuperate, si tratta di tutti quegli oggetti, funzionanti, di cui vogliamo liberarci perché non ci servono più o non ci piacciono più. Per questo negli ultimi anni sono nate molte nuove aziende per la vendita di articoli di seconda mano. Uno dei trend del momento è proprio la moda second-hand, l’acquisto cioè di vestiario di seconda mano. In Italia negli ultimi 5 anni l’acquisto di vestiti di seconda mano è cresciuto del 33% anche grazie alla nascita di nuovi siti internet dedicati. Chi ne acquista di più è la generazione Z, i ragazzi nati dopo il 1995, che anche questa volta dimostrano di essere i più interessati alle iniziative sostenibili legate all’ambiente.

Con le stesse premesse è nato anche il progetto Zero Spreco di Econviene che mira a salvare dallo smaltimento, e quindi dallo spreco, integratori alimentari, prodotti per la cura e l’igiene della persona, cosmetici, articoli per animali e per la casa. I prodotti Zero Spreco che si trovano su Econviene sono prossimi a scadenza, hanno confezione danneggiata o sono fine stock e sono venduti online ad uno sconto minimo del 50%.

Si spera che in futuro si eviti di produrre tonnellate di rifiuti inutili che inquinano l’ambiente e nel contempo si limiti la produzione di nuovi prodotti.

Ci affidiamo al buon senso e alle conoscenze dei più giovani che stanno crescendo, grazie alla scuola, con una maggiore sensibilità ambientale e un più grande rispetto per la natura.

 

ANTONIETTA D’INTRONO 

Via:Corriereofanto

 

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