Teatro
“Ad un passo dal cielo (W LA MAFIA)”
scritto ed interpretato da Aldo Rapè
regia Nicola Vero
Calogero Nicosia ha 30 anni. Da bambino aveva visto cadere sotto i colpi della mafia i suoi genitori, e diciottenne ha deciso di vivere in alto, ad un passo dal cielo. Lì ha scoperto la bellezza della libertà, l’autenticità della natura, ha conosciuto se stesso. Lassù è invincibile, può combattere il mostro, può evitare i suoi colpi e può anche riuscire, con rabbia e dolore, a deriderlo gridando “W LA MAFIA”
-    Segnalazione speciale “Vittorio Giavelli” – PREMIO ERNESTO CALINDRI VI ED. – Milano, maggio 2006
-    Premio miglior attore e premio speciale della giuria “SCHEGGE D’AUTORE 2005” – Roma, maggio 2005
-    Premio miglior spettacolo, miglior testo, miglior attore, miglior regia, menzione speciale premio scuola, menzione speciale scenografia  “I CORTI DELLA FORMICA 2005” – Napoli, Dicembre 2005
-    Primo Premio Sez. Teatrale  “PREMIO LETTERARIO OSSERVATORIO 2005” – Bari, Dicembre 2005

 

Note d’autore… Il testo nasce da una piccola frase pronunciata da  una buffa signora, incontrata a mare a Catania all’età di sedici anni: “ Le esperienze che viviamo da bambini ci segnano per tutta la vita”.
La frase mi colpì in modo particolare sia per l’effetto del contenuto, ma anche per il modo e la giornata in cui fu pronunciata. Era il 19 Luglio del 1992. Il giudice Paolo Borsellino insieme ad altri innocenti veniva barbaramente ucciso in via d’Amelio a Palermo.
Conoscevo poco o niente della vita di quel magistrato e così della vita di  tutti gli altri.
Un attimo dopo mi voltai e la buffa signora non c’era più.
Sin da  bambino ho cercato sempre di informarmi sui fatti di cronaca della mia regione d’origine: La Sicilia.
D’altronde non potevi fare altro. I gazzettini e le televisioni riportavano sempre le stesse notizie. Unica protagonista incontrastata degli “scoop” era  LA MAFIA.
Ogni tanto ricordo di averne parlato con i miei genitori e puntualmente se ne uscivano sempre con la stessa favola, quella dei buoni e dei cattivi.
Ripensando alla frase, un interrogativo immediato: Chissà come si sentono adesso i figli ed i parenti delle vittime? Quali sono i loro sentimenti? Odio? Tristezza?...
E se accadesse a me una cosa simile?
Sono trascorsi tanti anni e solo adesso provo a scrivere la storia di uno di loro… per non dimenticare… Caltanissetta, 12 Luglio 2004 

 
Alle vittime della mafia
ed ai loro parenti…
 
{gallery}attivita/2010/programma/3spett{/gallery} Rassegna stampa Premio miglior testo
“per il crescendo narrativo utilizzato nel raccontare una storia estrema, alternando immagini poetiche a cruda realtà. Pur trattando un argomento più volte utilizzato come la mafia, il soggetto risulta assolutamente originale ed il monologo raggiunge pregevoli punte di lirismo” Premio miglior spettacolo
“per essere riuscito a catalizzare l’attenzione del pubblico con un argomento drammatico e crudele. Un esempio di teatro di parola dai contenuti alti che utilizza mezzi espressivi vicini alla sensibilità del pubblico” Premio miglior attore
“per aver reso reale e simbolica la storia del suo personaggio. Un esemplare uso del tono da commedia per raccontare la tragedia immensa del suo Calogero. Tenero, emozionante ed ironico” Premio miglior regia
“per aver  diretto con semplicità e senza ridondanze espressive un testo che appartiene alla difficile categoria dei monologhi, dirigendo l’attore in maniera appropriata e con un ottimo utilizzo degli spazi” Menzione speciale Premio Scuola
“per manifestare la capacità di fornire spunti di riflessione su quanto relativo alla dimensione della legalità, definendo con leggerezza e coscienza critica il ruolo della memoria e di un immaginario collettivo fatto di speranze e solitudini”
               
(Corte della formica – Napoli 19 Dicembre 2005)
Segnalazione speciale “Vittorio Giavelli”
“Per la capacità di realizzazione di un monologo, per il modo originale e la delicatezza, con i quali è stato trattato un tema scabroso, per la costruzione del protagonista, per l’uso di un linguaggio efficace, scarno e nello stesso tempo poetico ed intenso” (Concorso Europeo di drammaturgia per giovani “ Ernesto Calindri” Milano – Teatro Strehler - Giugno 2006)

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