Comunicazione

24 Gennaio 2019 Bari

Seminario Prof. Paolo Balboni “Cosa succede nella mente quando si impara una lingua e come facilitare il processo”


ISTITUTO MARGHERITA - Corso Benedetto Croce, 267
SOFIA: numero identificativo 19710 – Ed.36066

Educo crede nella partecipazione attiva, non nell’ascolto passivo, quindi perdete le vostre inibizioni, lasciatevi coinvolgere e…. Aspire to Inspire!

DESTINATARI
Il Seminario è rivolto a docenti di lingua L2 delle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado.

PRESENTAZIONE
Le emozioni sono risposte adattive (in senso darwinistico, cioè finalizzate alla sopravvivenza e all’adattamento) della mente alle pressioni esterne: è quindi fondamentale tener conto delle emozioni, viste come reazioni psico-fisiologiche a eventi, quali un corso di lingua, la difficoltà a comunicare in una lingua straniera e la complessità del relazionarsi con gli altri nel mondo odierno, così soggetto alla globalizzazione.
Il professor Balboni, nel suo intervento, metterà quindi a fuoco tutti gli elementi utili al docente per favorire un approccio emozionale all’insegnamento della lingua straniera, focalizzandosi sull’interazione tra docente e discente e su quanto tale approccio potrà risultare prezioso per l’apprendimento.

 

prof balboniPaolo Balboni è un linguista italiano, docente universitario e studioso di glottodidattica, autore di saggi sulla didattica delle lingue straniere e di manuali di italiano come L2. Attualmente è Presidente della Fédération Internationale des Professeurs de Langues Vivantes, Direttore del Centro di Didattica delle Lingue della prestigiosa Università Ca' Foscari di Venezia e Presidente dell’ANILS (Associazione Nazionale Insegnanti di Lingua Straniera). A lui si deve l'elaborazione di un nuovo modello di unità didattica per l'insegnamento delle lingue straniere, che sviluppa e supera i modelli classici elaborati dalla glottodidattica italiana (e dallo stesso Balboni) a partire dagli anni Settanta. Il modello balboniano di unità didattica, infatti, pur ispirandosi alle fasi tradizionali di motivazione, globalità, analisi, sintesi e riflessione sulla lingua, si presenta più flessibile e si rifà all'immagine della rete: l'unità didattica non viene più concepita come una rigida successione di fasi, ma una rete di unità di apprendimento, nella quale non si ha una sequenza prestabilita tra le varie unità e i materiali tradizionali vengono integrati con altri media. Fino agli anni Sessanta, il sistema scolastico era visto come una cosa “seria”, ma il Sessantotto (seguito in Italia dal Settantasette e sfociato nelle sperimentazioni scolastiche) e l’avvento imperioso dei mass media e della globalizzazione hanno favorito la scoperta del ruolo delle emozioni nell’insegnamento.

 

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