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I cittadini di Trinitapoli sono storicamente allenati ad attraversare momenti di gravi difficoltà. Come? Rimboccandosi le maniche senza attendere alcun uomo o donna della provvidenza.

L’arrivo della Commissione straordinaria al governo della città non fu sicuramente accolto con banda e festeggiamenti, ma, a distanza di più di un anno, si può azzardare già qualche riflessione su quanto questo stallo amministrativo abbia prodotto.

 

Il popolo casalino è soprattutto amareggiato dallo stigma che resterà al paese dopo lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, ma in generale nessuno rimpiange iniziative politiche inesistenti, inaugurazioni plateali di strutture sportive inutilizzate e la cancellazione definitiva della parola “partecipazione” dal vocabolario della lingua italiana.

 

Al di là delle numerosissime attività culturali organizzate da scuole e associazioni con il patrocinio del Comune, il cittadino che voglia avere una interlocuzione con i Commissari può chiedere liberamente un incontro all’indirizzo dedicato, senza allegare alcun pedigree di destra, di sinistra o di centro. Una decisione apparentemente semplice ma che ha avuto un effetto rivoluzionario: “santo cielo, ci ascoltano”.

 

Si illude chi sogna, come è scritto in un manifesto, “un sindaco forte, capace, competente” che possa dare una svolta ad un paese che da anni attende di venire alla luce.

 

A cambiare Trinitapoli saranno i piccoli grandi gesti di tanti eroi del quotidiano, giovani e adulti di associazioni come Terrae AufidaeOla Kala e delle classi amiche FAI, che, ad esempio, si sono dati appuntamento due settimane fa per pulire e liberare le periferie dalle montagne di rifiuti abbandonati dagli inquinatori di casa nostra (guardandr).

 

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A cambiare Trinitapoli saranno i piccoli studenti della Direzione Didattica “Don Milani” che dal prossimo anno scolastico, dopo la recente approvazione del regolamento da parte della Commissione straordinaria, potranno votare il loro sindaco e i componenti del Consiglio comunale dei ragazzi.

 

A cambiare Trinitapoli saranno persone come Leonardo Sarcina, di professione pizzaiolo, che, dal martedì al venerdì, riserverà nella sua pizzeria “La dolce vita” un tavolo per offrire a 4 clienti bisognosi d’aiuto la sua buonissima pizza “solidale” con un boccale di birra.

 

Ci sono sempre fiori per coloro che vogliono vederli”. Questa citazione del pittore Henry Matisse ci esorta a guardare la realtà con gli occhi di chi riesce a vedere il bello e il buono anche nelle lande più desolate. Occhio ai fiori!

 

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ANTONIETTA D’INTRONO

 

Via: Corriereofanto

 

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