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biblioConfesso, non ci avevo mai pensato.
Ho trascorso un’intera vita ad organizzare laboratori, mostre, reading ad alta voce, dedicando ore ed ore a studiare, con tutta una schiera di insegnanti, di esperti pedagogisti, di bibliofili, di autori e di editori su come attrarre gente illetterata in biblioteca e indurla a guardare con interesse l’oggetto di carta chiamato libro e a considerarlo un bisogno dell’anima.

E’ stato sufficiente trasferire il mercato settimanale in via 1° Maggio, a causa dei lavori in corso relativi alla pista ciclabile, perché qualche genio trinitapolese, ancora sconosciuto, ottenesse un risultato che mai nessuno studioso del settore avrebbe mai immaginato.

Questa l’idea geniale: la biblioteca è un contenitore culturale prezioso che oltre a soddisfare i bisogni dell’anima soddisfa anche i “bisognini” del corpo.
Non avevamo mai riflettuto, infatti, che in biblioteca c’è il “bagno” e che può essere messo a disposizione dei commercianti e dei clienti del mercato ogni qualvolta “natura premit”.
La decisione di aumentare le ore di apertura (8 ore in più, dalle 6 alle 15 del lunedì, giorno di mercato) di una biblioteca di un quartiere ritenuto “difficile” coram populo, lancia messaggi inquietanti.

Si aumenta la fruizione di una struttura culturale e formativa per i commercianti e non per i bambini e i giovani dell’UNRRA CASAS. Forse per “risparmiare”? Ma per questo quartiere non si era detto che bisognava invece “investire”?
I costi di strutture mobili fittate per l’occasione, come normalmente vien fatto durante le feste patronali, farebbero fallire il nostro Comune?
I bambini ringraziano.

 

Antonietta D’Introno

 

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