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La cosa si sviluppò in poco tempo e non ci fu spiegazione logica ad un fenomeno simile…
Dapprima avevan cominciato a seccare le foglie.
Parti più esposte dei selvaggi ceppi, caddero, una dopo l’altra, come soldatini da guerra.
..scudo debole di una verde falange politica.. Mutarono colore i rami e alle loro estremità bianche e tozze sbocciarono fiori
puzzolenti, che inacidirono il terreno coi loro fluidi.
Molto presto la bella foresta di Ombrosa si trasformò nel suo deteriorato fantasma, costringendo il barone a scappare da un cadavere all’altro. Uno rimase, vincitore tra le belve, ma lentamente anch’egli stava morendo.
Centimetro dopo centimetro la sua corteccia si stava ritraendo a riccio, disintegrandosi a distanza di poco, e progressivamente i suoi fiori stavano cadendo, lasciando svanire, coi loro petali marci, il loro odore pesto. Da bianchi, i rami divennero rosa, e poi scurirono in un rosso sanguigno.
L’albero diventò qualcosa di estremamente bello, ma destinato a mutarsi in polvere come tutto.
Egli sentiva su di sé il peso della scelta, pietra opprimente sul suo ventre gonfio, e ne cercava vanamente la fuga, roteando gl’occhi verso il cielo. Poiché la gente s’era radunata da giorni, e da giorni urlava “scendi!”, guardare il cielo, per lui, era diventato un modo per fuggire nella direzione opposta a quell’invito e, intanto, riflettere.
Perdutosi nell’opacità di quel cielo, fu molto facile per lui immaginare i tratti, i talloni e i seni della sua amata. E più ciò fu semplice, più si entusiasmò per quella scelta, che cominciò ad assumere i tratti tipici della tangibilità. Nella testa i pensieri si ammassarono e sgorgarono in sorrisi ed espressioni dubbiose. Il dilemma rimaneva unico, le soluzioni due, i pensieri infiniti.
“Quando una scelta diventa più grande dell’essere umano che la compie, questi, di solito, è portato a protrarla fino in fondo, onde meglio saggiarne la potenzialità e il fascino. Egli la spingerà alle estreme conseguenze, e rischierà la vita per essa, poiché tornare indietro richiederebbe un passo troppo grande.”
Intanto, il ramo sul quale era steso cominciava a racchiudersi, ticchettante come un orologio. Presto si sarebbe sgretolato, Cosimo sarebbe caduto e, inevitabilmente, sarebbe morto. Il suo unico contatto con la terra, dopo tutti quegl’anni, l’avrebbe ucciso. [Epilogo della sua altra scelta.]
Scendi! Scendi che marcisce!
Marcisce e non ti salva
l’amore per la selva
Scendi, che gl’alberi son morti
è morta anche la selva
solo Biagio ormai ti salva!
Parte integrante di quella selva, aveva condiviso con lei, senza accorgersene, la
strana e inspiegabile metamorfosi.
Non toccò più il suolo, né sposò Viola; egli aveva subito le estreme conseguenze di una sua vecchia scelta, che da un piatto di lumache l’aveva portato a vivere il resto della sua vita sugl’alberi.
Nessuno più ti salva!