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TRINITAPOLI - Il Centro di Lettura Globeglotter e il Liceo Staffa di Trinitapoli hanno organizzato una conferenza-dibattito “ribaltata” che ha destato una grande eco perché in cattedra non c’erano docenti, scrittori o saggisti, bensì alunni. Il numeroso pubblico presente ha ascoltato stupefatto gli interventi dei sei giovanissimi relatori, coordinati da un vivacissimo Ruggero Basanisi della prima liceo, perché sono riusciti ad illustrare con estrema chiarezza problematiche annose prospettando soluzioni semplici che gli adulti spesso sottovalutano.

Le studentesse della 4B Gabriella Antonini e Carmen Zizza nella loro relazione dal titolo: “Un albero in più. Curiamo la febbre del pianeta”, hanno parlato del surriscaldamento globale. Dopo aver presentato i dati scientifici, che mettono in correlazione l’aumento della temperatura del pianeta con l’incremento della concentrazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera, e dopo aver descritto l’effetto serra e i cambiamenti climatici a lungo termine come fenomeni naturali, hanno evidenziato in che modo le attività umane incrementino la quantità di CO2 travolgendo l’equilibrio naturale del “sistema Terra”. Hanno quindi presentato la loro proposta: aderire al progetto “Un albero in più” la campagna promossa dallo scienziato Stefano Mancuso, da Carlo Petrini presidente Slow Food e dal vescovo di Rieti Domenico Pompili. È un appello a piantare alberi, 60 milioni di alberi uno per ogni cittadino italiano, un modo economico e veloce per mitigare i livelli di CO2 e curare la febbre del pianeta. L’appello finale è stato: non abbiamo più tempo, il momento di agire è ADESSO! Ed infatti verranno piantati nel giardino della scuola 28 alberi, uno per ogni classe dell’istituto, e avviata anche la creazione di un orto.


Michela Caputo e Mariapia Mininni della IV C nella loro relazione “La scuola tra energia ed empatia” sono passate dal pianeta terra al pianeta scuola analizzando le risorse umane e le strutture per la scuola del futuro. Le ragazze hanno manifestato l’urgenza di un patto educativo condiviso da docenti, studenti e genitori, affiancato da una didattica innovativa inserita in spazi e strutture scolastiche ecosostenibili studiate per facilitare il percorso di insegnamento e apprendimento. La scuola del futuro dovrebbe essere ispirata alla logica della Green school: risparmio energetico ed idrico con sistema geotermico e fotovoltaico, abolizione della plastica, materiali in legno e vetro, aule e spazi modulabili e flessibili, giardini ed orti, apertura serale e nei weekend ai cittadini per attività culturali da svolgere negli istituti scolastici. In Italia e nel mondo le green schools sono già una realtà. Nell’immediato ha colpito la proposta di programmare per i genitori almeno 1 giorno intero a scuola per una lezione di regolamento d’istituto e per le offerte formative e la gestione delle assemblee di istituto da parte di genitori e studenti. In chiusura hanno prospettato, dopo il biennio obbligatorio, l’elaborazione di piani triennali disciplinari e di seminari facoltativi.

Sara Curci e Paolo Argento, che frequentano la 3A del Liceo Classico, hanno presentato una relazione dal titolo “Cura dell’eccellenza e dell’inclusione” spiegando in primis il motivo della scelta delle tre parole chiave, in particolare il perché abbiano preferito parlare di eccellenza invece che di merito, oltre a mettere in connessione il proprio intervento con la teoria delle intelligenze multiple di Gardner e quella sull’intelligenza emotiva di Goleman. Interessanti le proposte operative presentate dai due relatori che evidenziano come si possa cambiare la scuola con alcune programmazioni “intelligenti”: a) gruppi di studio stabili tra studenti eccellenti e studenti con svantaggi; b) ampliamento dei curricula con nuove discipline che tengano conto delle diverse forme di intelligenza, ad esempio inserire la musica in tutti gli indirizzi di studio della scuola superiore; c) bonus spendibili esclusivamente in viaggi e visite di istruzione per favorire la mobilità; d) fornitura gratuita di ogni tipo di materiale, cartaceo e virtuale, necessario per lo studio a sostegno di studenti con svantaggio economico; e) eliminazione del numero chiuso per facoltà universitarie, sostituito da una selezione in itinere.

Gli interventi e le domande dei docenti, dei presidi e dei professionisti che facevano parte del pubblico, hanno sottolineato la necessità di continuare il percorso di confronto con gli studenti sulle problematiche ambientali e scolastiche e sulle relative soluzioni proposte. Si tratta anche, si è detto, di studiare le cause di uno sviluppo economico che, oltre a far surriscaldare il pianeta, provoca migrazioni e disuguaglianze in tutto il mondo.

La serata si è conclusa con i regali simbolici che sono stati fatti dal Centro di Lettura Globeglotter: un albero di Limone e un albero di Melograno da piantare subito nel giardino della scuola e il bellissimo racconto di Jean Giono “L’uomo che piantava gli alberi” agli studenti protagonisti della serata come augurio a far diventare al più presto una realtà il sogno dei 60 milioni di alberi in Italia.

L’iniziativa è servita a lanciare dei semi e come scrive Kahil Gibran: “la tempesta è capace di disperdere i fiori ma non è in grado di sradicare i semi”.

ANTONIETTA D’INTRONO

 

 

 

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