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L’8 marzo, nato dall’internazionalismo pacifista femminile, sopravvissuto nell’attività clandestina delle antifasciste, rinasce nella libertà conquistata dalle donne che 80 anni fa andarono per la prima volta a votare.

Scelsero la mimosa come invito ad un dialogo e come affermazione della vita contro le macerie e le morti lasciate dalla guerra. Il fiore divenne il simbolo della presenza delle donne nella rinascita civile di giustizia e di democrazia.

Proibita e sequestrata dalle forze dell’ordine come fiore sovversivo negli anni ’50, conquistata dal mercato per depotenziare il messaggio di unione delle donne negli anni ’90, oggi la mimosa è il simbolo di una memoria che non si cristallizza ma che rinasce lotta dopo lotta, è la speranza di pace che passa di mano in mano ed il profumo dei sogni che non svaniscono nella tempesta più disastrosa, come quella che stiamo vivendo nell’incubo di una guerra sempre più vicina.

Quest’anno a Trinitapoli non ci scambieremo solo mimose e auguri ma ricorderemo, soprattutto alle ragazze, quanta fatica e quante sofferenze sono nascoste dietro una casa popolare dopo aver abitato nei tuguri, quante manifestazioni pubbliche sono state organizzate dalle nostre nonne per avere un salario uguale a quello degli uomini nel lavoro agricolo e quante ore hanno dovuto studiare di notte le donne impegnate in politica per non togliere tempo alle molteplici incombenze familiari.

Da quando le donne trinitapolesi si sono sedute nell’aula consiliare, sia nei banchi della maggioranza che nei banchi delle opposizioni, qualcosa è cambiato. Tante e spesso umilianti sono state le battaglie condotte per essere rispettate come persone con un proprio nome e cognome e non come “figlie di… sorelle di… mogli di…”, definite tali per evidenziare l’appartenenza ad un padrone e sminuire il pensiero autonomo delle malcapitate.

“Scavano solchi le donne con i loro passi. Scavano piccoli solchi dove altre donne metteranno il piede. Dove le loro figlie riconosceranno l’impronta della madre anche quando ella non ci sarà più”, scrive una poetessa. Le donne di oggi, impegnate in politica e nelle varie professioni, camminano più spedite e sicure perché altre in precedenza hanno lasciato per loro un’orma profonda.

È il significato che abbiamo voluto dare alla mostra, che sarà inaugurata sabato 7 marzo alle ore 18 nella sede degli “Amici de Il Peperoncino Rosso” in viale Vittorio Veneto 23, per ricordare ai visitatori che “Il lungo cammino delle donne di Trinitapoli”, talvolta difficile e accidentato, ha reso il percorso delle giovani donne di oggi più agevole anche se pieno ancora di insidie e di ostacoli.

Pertanto, non solo mimose, ma idee, proposte e battaglie per un mondo senza guerre e senza ingiustizie.

ANTONIETTA D’INTRONO

Via: Corriereofanto

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