Comunicazione

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R. FloroIo coloro: i colori della mia vita

E' stato scritto che nella società moderna l'uomo è sempre più alienato da se stesso, fino al punto da percepire anche il suo corpo come un oggetto estraneo a se stesso di cui prende coscienza solo quando non funziona, cioè quando si ammala, cioè quando perde il colore. Ma il corpo è vita, il corpo è colore e questo dobbiamo ricordarlo soprattutto quando è sano. I colori rappresentano il filo che tiene uniti i differenti momenti significativi della nostra vita. Non riconoscere i colori della vita è come non sentire il sapore dei cibi, è come non vedere il senso della nostra esistenza. Scoprendo i colori che ci animano cercheremo di collegarci maggiormente al sentire che è nel nostro corpo e che spesso trascuriamo fino a diventare sordi al suo richiamo.

Raffaele FloroIo mangio: i cibi della mia vita

Se la vita non è solo materia, anche il cibo non è solo materia. Ed allora, se andiamo oltre, scopriamo che il cibo è vita, quella che viviamo, che sentiamo, che respiriamo e che si esprime con sensazioni, stati d'animo, emozioni, sentimenti. Con il cibo, quindi, non introduciamo solo materia, ma anche quei movimenti dell'animo che ci fanno vivere con passione ed entusiasmo. Con questo nuovo atteggiamento possiamo scoprire le ragioni della predilezione per alcuni cibi che evidentemente ci rappresentano senza saperlo. E' quello che faremo andando alla ricerca del cibo che mi rappresenta, del "cibo che io sono".

Tony Di CorciaIo domando: una vita in un’intervista

A un’intervista ci si dovrebbe preparare come a un incontro d’amore.
Con le stesse attese, lo stesso desiderio, la stessa attenzione sincera per l’altro. In fondo, intervistare un personaggio famoso (o un comune mortale) è un atto di seduzione, nel senso più etimologico del termine: il vero risultato, infatti, è quello di condurre qualcuno a sé perché ci doni qualcosa. Un’affermazione colorita, una frase che faccia discutere, una rivelazione, una confidenza, un segreto, un ricordo. O una semplice risposta: in alcuni casi non è scontato riceverne.

Pasquale BraschiIo penso: prove di "momentismo"

Che cos’è il momentismo Il momentismo è un esercizio narrativo simultaneo e corale di più autori, in diversi posti del mondo, che raccontano ciò che hanno osservato nei dieci minuti di vita quotidiana. Inizialmente le descrizioni possono avere una lunghezza massima di trenta righe, poi di venti e infine in dieci righe dattiloscritte. Poche parole appropriate possono consegnare un accadimento alla memoria del lettore. La scrittura momentista contribuisce a raccontare la realtà anche nelle sue forme più ordinarie.

Maria DenticoIo mi vesto: apro il mio armadio - Io mi svesto: il mio  abito di dentro

Spesso la verità si nasconde sotto le cose piccole e apparentemente stupide e banali. La verità si traveste! Nasce da questa premessa l’attenzione all’abbigliamento che è la forma del nostro contenuto. Se voglio agire sul contenuto, posso agire partendo dalla forma? Che senso ha, quando ci svegliamo al mattino, scegliere un vestito o l’altro? Siamo creature mitopoietiche, creiamo simboli e diamo a noi stessi comunicazione simbolica.

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